In pratica, trovare un valore ottimale richiede spesso di eseguire complessi calcoli di integrali. Come procedere? Alcuni fisici hanno messo a punto il metodo Monte Carlo, il cui vantaggio è avere una complessità che non cresce con la dimensione degli integrali considerati.
La complessità di problemi reali che si incontrano in economia, biologia, fisica, finanza, se non addirittura in matematica, fa sì che i metodi deterministici talvolta risultino insufficienti. Il ricorso a metodi numerici aleatori che sfruttano l’informatica si rivela allora di straordinaria utilità. Tra questi vi è il metodo Monte Carlo, messo a punto poco prima del 1950 dal fisico Nicholas Constantine Metropolis. In matematica si dimostra efficace soprattutto nel calcolo di integrali multipli, estesi a domini molto vasti, e in pratica fornisce risultati numerici più precisi dei metodi deterministici classici. Vediamo in che cosa consiste il suo principio in un caso elementare.
Riprodurre artificialmente il caso
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Per calcolare l’integrale I=∫01f(x)dx, consideriamo il numero reale x (che varia tra 0 e 1) come una variabile aleatoria, per la quale occorre costruire una successione di valori x1, x2… xn indipendenti, distribuiti uniformemente nell’intervallo [0, 1[. Stimiamo allora l’integrale definito I con la relazione seguente, nella quale si riconosce la nozione di media:
I−n1∑i=1nf(xi).
La legge debole dei grandi numeri (o il teorema del limite centrale) fornisce un’idea piuttosto precisa della velocità di convergenza del metodo, che è dell’ordine di 1/n ed è proporzionale alla deviazione standard della variabile aleatoria f (x) che deriva dall’ipotesi di calcolo. In un caso semplice come il calcolo di I, questa velocità di convergenza può sembrare bassa. Offre però un duplice vantaggio. Da un lato, è insensibile alla dimensione dell’integrale. Dall’altro, non dipende dalla regolarità della funzione da integrare, purché questa sia a quadrato integrabile, ipotesi necessaria per l’esistenza della varianza di f (x).