Grazie a d’Alembert, molto affascinato dalla giovane donna, vi si riunivano regolarmente numerosi intellettuali, in particolare autori di voci dell’Encyclopédie. Julie de Lespinasse aveva inoltre ospitato d’Alembert quando si era gravemente ammalato, per evitargli di restare nella soffitta in cui viveva allora.
In questo salotto si ascolta musica, si discute di politica nello spirito dell’Illuminismo, ci si ribella all’assolutismo regio e la Chiesa vi scorge l’anticamera dell’incredulità.
Grazie a d’Alembert, Condorcet vi fu ammesso dopo la pubblicazione dei suoi primi lavori scientifici. Così si costruì una rete di relazioni ben oltre il mondo scientifico, ed è probabilmente lì che maturarono il suo pensiero politico e le sue idee socialmente d’avanguardia. Alcuni dicevano che quel salotto fosse l’anticamera della Cupola; ciò contribuì probabilmente all’ingresso di Condorcet, così giovane, nell’Accademia delle scienze. Julie de Lespinasse, già colpita dal vaiolo nel 1764, contrasse in seguito la tubercolosi e fu costretta a chiudere il suo salotto nel 1773, tre anni prima di morire a quarantaquattro anni.
Julie de Lespinasse ritratta da Carmontelle nel 1760.