Il 17º secolo segnò l’affermarsi dell’idea che la matematica possa spiegare il mondo: Galileo e Cartesio ne furono i due promotori più celebri. In questo contesto, in Inghilterra John Graunt pubblicò nel 1662 statistiche sulla mortalità che diedero rapidamente a William Petty l’ambizione di fondare una vera e propria «Aritmetica politica», come la chiamava «perché le questioni di governo, che riguardano nientemeno che la gloria del Principe, la felicità e la grandezza del popolo, vi sono ricondotte, mediante le regole ordinarie dell’aritmetica, a una sorta di dimostrazione». Il suo scopo era contare tutto: «l’estensione e il valore delle terre, i popoli, le case, l’industria, […] le entrate pubbliche, gli interessi, le imposte…» Tanto che nel 1665 riuscì a stimare il reddito nazionale dell’Inghilterra e del Galles, atto di nascita di quello che sarebbe divenuto il prodotto interno lordo (PIL).
La necessità di cambiare paradigma
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