Nascita del pensiero razionale ----------------------------------
Nel Libro VI de La Repubblica di Platone, Socrate dice al suo allievo Glaucone: «Tu sai, credo, che quanti si occupano di geometria, aritmetica e altre scienze dello stesso genere assumono il pari e il dispari, le figure, tre specie di angoli e altre cose analoghe secondo l’oggetto della loro ricerca; le trattano come cose note e, una volta poste come ipotesi, ritengono di non doverne più rendere conto né a se stessi né agli altri, poiché sono evidenti a ogni mente; infine, partendo da tali ipotesi e passando attraverso tutti i gradi, giungono per via deduttiva alla dimostrazione che si erano proposti di cercare. »
L’avvento della razionalità in una civiltà che privilegia il discorso della ragione, debitamente regolato e volto a convincere mediante regole condivise, si lega alla democrazia, alla scienza matematica, alla filosofia…
Se i geometri ricorrono alle figure, Socrate introduce tuttavia una distinzione: «cercano di vedere le figure assolute, oggetti che nessuno può vedere se non con il pensiero.»