La matematica, così come la conosciamo oggi, è universale. Tutti possono comprenderla allo stesso modo: le verità che trasmette non si fondano su racconti personali né su rivelazioni, ma vengono tutte stabilite mediante argomentazioni le cui regole di costruzione sono precise e comprensibili a chiunque. In questo senso, la matematica è democratica! Del resto, la comparsa delle dimostrazioni va di pari passo con quella della democrazia nell’antica Grecia.
Un contributo decisivo in questa direzione è offerto dagli Elementi di Euclide.
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Un misterioso enciclopedista e didatta ----------------------------------------
Euclide esercitò un’influenza grandissima sulla matematica in generale e sulla geometria in particolare: gli dobbiamo la geometria di base che ancora oggi si insegna. Eppure questo autore è piuttosto poco conosciuto: non sappiamo quasi nulla della sua famiglia, della sua formazione, dei suoi maestri… Non conosciamo neppure con precisione la sua città d’origine, né le date di nascita e di morte. In realtà, le uniche informazioni note sulla sua vita provengono dai commenti alla sua opera. Alcuni suoi successori lo chiamarono Euclide di Alessandria. Proclo (412– 485) segnalò, in un commento agli Elementi, che Euclide conosceva i lavori di Eudosso (circa – 408; circa – 355) e di Teeteto di Atene (circa – 415; circa – 369), ma che era «più antico» di Archimede (circa – 287; – 212) e di Eratostene (circa – 276; – 194). In base a tali informazioni, si può stimare che Euclide nacque intorno al – 330 e morì intorno al – 275. Queste date restano molto incerte.