Un’informazione matematica viene trasmessa oralmente o per mezzo di un testo. Nella maggior parte delle lezioni di matematica è orale, perché occorre spiegare e spiegarsi. Quanto ai testi stessi, sono composti di parole e segni, la cui disposizione sulla pagina o sullo schermo corrisponde a significati precisi. Sono scritture. Le parole e alcuni segni sono pronunciabili, ma talvolta enunciare un testo è difficile, perché è complicato esprimere tali disposizioni. A volte è più facile limitarsi a guardare. Considerare dunque la matematica soltanto dal punto di vista dei suoi «linguaggi» rischia di cancellare o aggiungere difficoltà. La matematica si dice, ma si vede anche.
I giochi tra parola e sguardo -----------------------------------
Il ruolo della parola e dello sguardo è cambiato nella storia della matematica, così come il modo in cui parola e sguardo si articolano. In altre parole, i giochi tra parola e sguardo fanno parte della matematica. Confrontiamo, sotto questo aspetto, cinque testi storici, da leggere ad alta voce e da vedere.
Nel Libro II degli Elementi di Euclide (tradotti da Bernard Vitrac), la proposizione 6 procede, come tutte le altre, per tappe ben precise. La prima è una lunga frase composta di parole.