In Les voies du paradoxe, il logico Willard Van Orman Quine (1908 – 2000) distingue due tipi di «paradossi» mediante due esempi. Il primo è illustrato dal caso letterario di Frédéric, protagonista dell’operetta Les pirates de Penzance di Arthur Sullivan, che ha raggiunto i 21 anni pur avendo festeggiato soltanto cinque compleanni. Come spiegare una simile incoerenza tra l’età e il numero di compleanni? Qui il paradosso deriva dal fatto che in genere si associa il numero di anni vissuti al numero di anni in cui si è festeggiato un compleanno, una corrispondenza che non vale per chi è nato il 29 febbraio.
Il secondo esempio, ripreso dal logico Bertrand Russell da una fonte che non ci è nota, è quello del barbiere che rade tutti gli uomini del villaggio che non si radono da soli, e soltanto loro. Se il barbiere non si rade da solo, allora, per ipotesi, deve radersi; ma se si rade, allora, sempre per ipotesi, si può dire che non si rade da solo. Si giunge a una contraddizione per cui la definizione stessa di un simile barbiere non è ammissibile e il problema non ha senso.
Falsidico o veridico?
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