Di Pierre-Simon Laplace si ricordano spesso l’ateismo e la sua autentica professione di fede in una visione decisamente deterministica dell’universo. Lo scienziato francese contribuì al tempo stesso in modo significativo allo sviluppo del calcolo delle probabilità.
Dal determinismo alle probabilità
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Curiosamente, l’affermazione del determinismo del matematico normanno ricorre proprio nell’introduzione al suo Essai philosophique sur les probabilités (vedi pagina 36). Nella prima sezione dell’introduzione, intitolata «Della probabilità», egli precisa infatti:
«Dobbiamo dunque considerare lo stato presente dell’universo come l’effetto del suo stato precedente e come la causa di ciò che seguirà. Un’intelligenza che, in un dato istante, conoscesse tutte le forze da cui la natura è animata e la posizione reciproca degli esseri che la compongono, […] abbraccerebbe in un’unica formula i movimenti dei corpi più grandi e quelli dell’atomo più leggero: per essa nulla sarebbe incerto.»
La meccanica quantistica, sviluppata oltre un secolo più tardi, confuterà, come oggi sappiamo, questo punto di vista troppo radicale. È però interessante capire perché Laplace, così determinista, si interessò tanto al calcolo delle probabilità. Già nel 1772, a 22 anni, si fece notare con la pubblicazione di un primo Mémoire sur l’analyse des hasards, seguito un anno dopo da un secondo, dal titolo altrettanto evocativo: Mémoire sur la probabilité des causes par les évènements. Trentasette anni più tardi, nel 1810, tornò con forza alla teoria delle probabilità con un Mémoire sur les approximations et leur application aux probabilités, seguito, due anni dopo, dalla sua opera maggiore, la Théorie analytique des probabilités (vedi pagina 38).