

Un gioco in cui ciò che uno guadagna l’altro perde può essere vantaggioso per entrambi i giocatori? È la domanda che Martin Gardner ci pone nel 1980 con il suo problema del «Chi perde vince». Questo paradosso, vecchio di oltre quarant’anni, non ha perso nulla della sua attualità!



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Indispensabile per prendere decisioni razionali, il valore atteso di un guadagno non è semplice da utilizzare. Molti paradossi derivano da un’errata interpretazione di ciò che rappresenta. I casinò e le persone senza scrupoli che vi spingono a scommettere i vostri soldi l’hanno capito bene...

Di fronte a una lotteria che offre due vincite diverse, le strategie di gioco variano da un individuo all’altro. Perché alcuni partecipanti preferiscono una vincita potenziale che non è la massima? Sono le concezioni che ciascuno ha della probabilità — esperienza unica oppure esperienza destinata a ripetersi — a spiegare questi comportamenti.

Verso la fine della Seconda guerra mondiale, il celebre matematico John von Neumann e l’economista Oskar Morgenstern si avventurarono in un campo nuovo, fornendo basi matematiche ai comportamenti strategici di giocatori o operatori economici.

Un paradosso talvolta assomiglia a una leggenda metropolitana. In primo luogo, può essere difficile determinarne l’origine precisa e, in secondo luogo, con il passare del tempo può deformarsi, trasformarsi, moltiplicarsi. È il caso del paradosso delle due buste.
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