Nel piano, una palla è l’insieme dei punti la cui distanza (nel senso dell’usuale distanza euclidea) da un centro assegnato è inferiore o uguale a una costante. In realtà, questa palla «abituale» non è affatto una «palla» nel senso inteso da un appassionato di gioco provenzale, da un giocatore di pétanque o da un campione di raffa-volo, bensì un disco. Inoltre, le palle relative a distanze qualsiasi possono avere forme molto più bizzarre (lo dimostra ampiamente l’articolo «Distanze talvolta sorprendenti» ). Restiamo però nel piano usuale e occupiamoci qui di distanze ottenute da una «norma» (vedi riquadro): la distanza tra due punti A e B del piano è definita come la norma del vettore AB→.\overrightarrow{AB}.
Alla ricerca di generalizzazioni --------------------------
Nel piano usuale, cioè in ℝ2, munito di un sistema di riferimento ortonormale, la norma euclidea N2 è definita da N2(x,y)=x2+y2=(x2+y2)1/2,\text{N}_2 (x, y) = \sqrt{x^2 + y^2} = (x^2 +y^2)^{1/2}, che rappresenta la distanza «in linea retta» dall’origine (0, 0) al punto di coordinate (x, y).
I matematici, alla ricerca di generalizzazioni, sostituirono il numero 2 con il numero reale strettamente positivo p e definirono N*p ponendo Np (x, y) = (x p +y p *)1/*p, espressione che conserva pienamente il proprio significato per qualunque p > 0 e per tutti i numeri reali x e y. Si verifica allora che Np è effettivamente una norma… ma soltanto per p* ≥ 1.