
Quando i poliedri vanno a due a due
Scambiando facce e vertici di un poliedro se ne ottiene uno nuovo, costruibile con semplici procedimenti geometrici. Questo fenomeno dimostra, ancora una volta, lo stretto legame tra aritmetica e geometria.


Scambiando facce e vertici di un poliedro se ne ottiene uno nuovo, costruibile con semplici procedimenti geometrici. Questo fenomeno dimostra, ancora una volta, lo stretto legame tra aritmetica e geometria.


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Benché Cauchy sia spesso considerato uno studioso di grande astrazione, il primo atto della sua opera è invece assai visivo. Il suo lavoro sui poliedri regolari segna il suo ingresso nel mondo della ricerca matematica.

Che cos’è un poliedro? Nel corso della storia ne sono state proposte diverse caratterizzazioni, regolarmente smentite dalla comparsa di «mostri», altrettanti controesempi. Ripercorriamo questa epopea, che giunge al suo epilogo con i lavori di Poincaré.

Esistono poliedri le cui facce siano tutte rombi? Questo problema di geometria nello spazio è stato studiato, a partire dal XVII secolo, da vari matematici, ciascuno dei quali ha dato il proprio contributo, fino a completare l’elenco nel caso dei poliedri convessi.

Il flexacube è una forma più sofisticata, il cubo di Yoshimoto, sono versioni tridimensionali dei flexagoni. Al di là della loro costruzione, questi sorprendenti oggetti interrogano la flessibilità dei poliedri e pongono questa domanda: a quale condizione un solido resta rigido?
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