Se non è possibile esplorare tutti i regni in cui go e matematica si incontrano, questo articolo cercherà di offrirne una panoramica elementare ma rappresentativa, di avventurarsi fino ad alcune vette e poi di invitare il lettore a proseguire il viaggio in ogni direzione.
Il go è un gioco strategico cinese già diffuso prima della nostra era. Il posto che occupava nell’élite intellettuale cinese ne fece un gioco assai stimato, elevandolo a una delle quattro espressioni compiute della società colta, al pari della musica, della calligrafia e della pittura. Si gioca su una tavola a griglia, chiamata goban, la cui dimensione più comune è 19×19 (si conta il numero dei punti d’intersezione). Il goban, vuoto all’inizio della partita, sarà il campo di scontro dei due avversari ‒ Nero e Bianco ‒ per conquistare il territorio più esteso (vedi il riquadro).
Il punto di vista della combinatoria ----------------------------------
Il gioco del go è per natura finito: un goban ha soltanto 361 intersezioni, dunque il numero di mosse e di partite possibili è finito. È naturalmente la combinatoria a cimentarsi per prima con questo gioco.