Vi sono anzitutto le scienze della natura, imperniate sull’astronomia e sulla meteorologia; fu prima fondatore, poi direttore dell’osservatorio di Bruxelles. Seguono le scienze umane, sviluppate a partire da dati statistici. La sua opera Sur l’homme et le développement de ses facultés ou Essai de physique sociale (1835) è alla base di discipline allora in formazione: sociologia, demografia, antropometria, criminologia. Infine, il calcolo delle probabilità costituisce un ulteriore ambito di interesse.
Nella sua riflessione, Quetelet traspose gli strumenti della teoria degli errori in astronomia in una teoria delle medie nelle scienze umane: in determinate condizioni, legate alla distribuzione delle osservazioni, le medie possono essere interpretate alla luce delle caratteristiche dell’«uomo medio», considerato il centro di gravità dei gruppi sociali.
Statistica di Stato e aritmetica politica: stessa battaglia
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Quetelet svolse un duplice ruolo nello sviluppo della statistica. Anzitutto riuscì a unificare due tradizioni. La prima riguardava la descrizione delle caratteristiche di uno Stato, sviluppata nelle università tedesche e ripresa negli uffici statistici e nelle indagini dipartimentali del periodo napoleonico. La seconda era l’aritmetica politica, che si era dotata dei mezzi per quantificare i fenomeni sociali.
Quetelet creò due istituzioni: la Commissione centrale di statistica, su scala nazionale e regionale (1841), e il Congresso internazionale di statistica, le cui sessioni avrebbero avuto, dal 1853 al 1876, un ruolo fondamentale nella professionalizzazione, nel miglioramento dell’affidabilità e nell’armonizzazione dei lavori statistici (indagini, censimenti, registri, tabelle e pubblicazioni).
Dalla metà del 19º secolo, un interesse crescente per la variabilità, sviluppato dalle scuole statistiche tedesca (con Wilhelm Lexis) e britannica (con Francis Galton, Francis Ysidro Edgeworth e Karl Pearson), contrastò l’eccessivo peso attribuito alla media da Quetelet. Eppure, nonostante questa inversione di tendenza e la statistica matematica che ne seguì, ben si sa quanto il predominio della media sia rimasto forte tanto nei nostri ragionamenti quanto negli indicatori sociali che essi hanno prodotto.
• Adolphe Quetelet (1796‒1874). L’œuvre probabiliste. Michel Armatte e Jean-Jacques Droesbeke, Ined Éditions, 2023.
• Adolphe Quetelet, passeur d’idées. Jean-Jacques Droesbeke,
Académie royale de Belgique, 2021.