Prodotto vettoriale e prodotto misto
Definiti nello spazio euclideo tridimensionale, questi due prodotti derivano dai quaternioni di Hamilton. Sono diventati strumenti utili in geometria e in meccanica.

Definiti nello spazio euclideo tridimensionale, questi due prodotti derivano dai quaternioni di Hamilton. Sono diventati strumenti utili in geometria e in meccanica.

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In fisica, forze e velocità sono abitualmente rappresentate da vettori, enti matematici che racchiudono informazioni di modulo e direzione. Tuttavia, il loro comportamento al variare del sistema di riferimento porta a distinguere, a seconda dell’orientazione dello spazio, due tipi di vettori: polari e assiali.

La definizione assiomatica del prodotto scalare ha fornito un quadro rigoroso e fecondo per lo studio delle proprietà metriche, cioè quelle relative alle nozioni di distanza, angolo e ortogonalità. Per enucleare questa nozione si dovettero attendere gli anni Venti.

La nozione di dimensione si intravede già in Euclide, poi si precisa con Cartesio, prima di diversificarsi a seconda dell’ambito di studio: geometria analitica, spazi vettoriali o topologia. Le «dimensioni» abbondano! Qui ci concentreremo su quella degli spazi vettoriali, dovuta a Georg Hamel.

Dalle motivazioni geometriche dei primi studiosi alla sua assiomatizzazione attorno al 1900, la nozione di spazio vettoriale si è precisata fino a diventare il fondamento indispensabile di numerose teorie matematiche. Ecco la sua appassionante storia.
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