Risolvere un problema di geometria, nel piano o nello spazio tridimensionale, può talvolta rivelarsi arduo. Spesso conviene trasformarlo in un problema vettoriale e ricorrere a trasformazioni scelte opportunamente. Si possono allora comporre… o scomporre, sfruttando il calcolo vettoriale per giungere più facilmente alla conclusione.
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Trasformazioni puntuali e vettoriali ------------------------------------
Nel piano o nello spazio, una trasformazione è anzitutto una biiezione, ossia associa a ogni punto del piano (o dello spazio) uno e un solo punto del piano (o dello spazio). Conosciamo bene alcune trasformazioni geometriche. Ci sono invece meno familiari le trasformazioni vettoriali associate: passeremo da uno spazio di punti — che i matematici chiamano affine — a uno spazio vettoriale. A ogni trasformazione di uno spazio di punti (del piano o dello spazio) si associa dunque una trasformazione vettoriale: se f è una trasformazione puntuale che associa a ogni punto A il punto A’ e a ogni punto B il punto B’, allora la trasformazione vettoriale associata φ\varphi è definita da φ(AB→)=A′B′→\varphi (\overrightarrow{AB}) = \overrightarrow{A'B'}, e si mostra facilmente che è lineare, ossia che φ(au→+bv→)=aφ(u→)+bφ(v→)\varphi (a \overrightarrow{u} + b \overrightarrow{v}) = a \varphi (\overrightarrow{u} ) + b \varphi (\overrightarrow{v} ) per ogni coppia (a, b) di numeri reali.