René-François Walter de Sluse (1622–1685), chiamato semplicemente Sluse, fu un ecclesiastico. Visse soprattutto sulle rive della Mosa nel territorio di Liegi: nacque infatti a Visé, a valle di Liegi, fu canonico ad Amay, a monte della stessa città, e morì… a Liegi.
Dal punto di vista scientifico, era uomo di grande erudizione e, come molti studiosi della sua epoca, assai eclettico: pubblicò lavori di astronomia, storia naturale, fisica e teologia. Era anche molto dotato in matematica, nella quale, secondo Léon Rosenfeld (1904–1974), «dava prova di uno spirito di invenzione e generalizzazione davvero notevole». Intrattenne un’importante corrispondenza con alcuni studiosi europei del suo tempo, tra cui il francese Blaise Pascal, l’olandese Christiaan Huygens, l’italiano Francesco Ricci, il britannico John Wallis e il tedesco Heinrich Oldenburg. È soprattutto grazie a questa documentazione, pubblicata nel 1884 dal matematico e storico belga Constantin Le Paige, che i suoi lavori scientifici sono noti.
Le proprietà delle curve --------------------------
Gli argomenti matematici affrontati da Sluse erano naturalmente legati ai temi studiati nella sua epoca. Da un lato, il 16º secolo aveva riportato in auge questioni geometriche risalenti all’Antichità. Dall’altro, fu in quel periodo che l’algebra si sviluppò a partire dalla Francia, con François Viète (che introdusse il linguaggio algebrico) e poi René Descartes (con la sua «geometria analitica»). La convergenza di queste due correnti portò Sluse e alcuni suoi contemporanei a interessarsi delle proprietà geometriche di curve definite algebricamente.