Un poligono è dunque semplicemente una figura con più angoli. Compare per la prima volta nella forma «poligone» presso Pierre Verney, nel 1520, nella sua Succinte, briefve et compendieuse collection géométrale. Il suffisso gone ricorre in «diagonale», un segmento che unisce un vertice a un altro non adiacente, attraversando (dia, «attraverso») un angolo (gonos). L’uso di questo termine è attestato già dalla fine del 13º secolo.
La nomenclatura
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Il nome di un poligono non è altro, di regola, che il suo «numero di angoli» seguito dal suffisso gone.
Va notato che il termine «nonagono», talvolta attestato in letteratura, è scorretto, poiché è un ibrido latino-greco. È preferibile «enneagono»! Oltre i dodici lati, caso piuttosto raro, l’espressione «n-gono» è spesso più comoda ed esplicita; il cerchio può quindi essere visto come un «infinito-gono».
Transizione greco-latina
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Per i poligoni più comuni, con tre o quattro lati, nel basso Medioevo la nomenclatura assume una nuova prospettiva: accanto al greco, compare il latino, con latus («lato») al posto di gonos («angolo»). Il numero che caratterizza il poligono non cambia, se non nella lingua, poiché, fortunatamente, il numero di angoli di un poligono è uguale al numero dei suoi lati (formula di Eulero).
Così, un poligono con tre lati è un trigono, nel 1377, presso Nicolas Oresme, nel Le livre du ciel et du monde. L’uso corrente preferisce però «triangolo», dal latino triangulum, attestato già negli anni 1270 nel Le Roman de la Rose di Jean de Meun, dove ricorre proprio una figura con tre angoli.
Sempre presso Oresme (Ethique, 1370), una figura con quattro angoli è un tetragono. Il termine corrispondente, di origine latina, è «quadrangolo» (comparso nel 13º secolo), ma si preferisce «quadrilatero», da quadri («quattro») e latus («lato»), attestato per la prima volta presso Jaques Peletier du Mans (Algèbre, 1554).
La stella a cinque punte si chiama «pentagramma», dal greco penta («cinque») e gramma («lettera»). Il termine «pentacolo», talvolta «pentalfa», i cui quattro vertici definiscono un’«alfa», è un sinonimo di pentagramma riservato soprattutto all’occultismo. Con la stessa costruzione semantica, l’esagramma è la stella a sei punte.
Per coerenza lessicale, H.S.M. Coxeter usa il termine «digono» per indicare un poligono degenere con due lati.
Riferimento: Centre national de ressources textuelles et lexicales (**
www.cnrtl.fr**).