Yannis (o Iannis) Xenakis è noto soprattutto al grande pubblico come compositore. Fu tra i primi a usare l’informatica in musica, dando vita a quella che chiamò «musica stocastica». Ebbe anche una formazione da ingegnere e architetto e collaborò in particolare con Le Corbusier alla realizzazione del padiglione Philips per l’Esposizione universale di Bruxelles del 1958 (vedi Mathématiques et Architecture, Bibliothèque Tangente 61). Vi combinò strutture architettoniche e sonore per creare un insieme inscindibile di suoni e volumi. Di origine greca, benché nato in Romania, scelse infine la nazionalità francese. Il nome Xenakis resta saldamente legato alle lettere e alle arti: sua moglie, Françoise Xenakis, nota donna di lettere, e la figlia, la pittrice e scultrice Mâkhi Xenakis, contribuiscono insieme alla notorietà del nome.
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Strutture matematiche e composizione ---------------------------------------
Ciò che è rivoluzionario nell’approccio musicale di Yannis Xenakis non è tanto il ricorso all’informatica in musica, quanto l’idea che sia possibile creare uno spazio musicale soggetto a un numero minimo di vincoli e in grado di essere interamente generato mediante una modellizzazione matematica e, di conseguenza, una composizione stocastica. Xenakis sostiene l’idea dell’esistenza di una musica totalmente simbolica, le cui strutture potrebbero essere dedotte direttamente da un simbolismo matematico. Per riuscirci, l’ingegnere-compositore introduce quelle che chiama «strutture fuori dal tempo», indipendenti dal tempo, riferendosi a quella che definisce un’«algebra degli intervalli», con l’intento di costruire uno «spazio vettoriale» per tutto ciò che riguarda altezze, intensità e durate dei suoni. Le strutture temporali, indispensabili alla creazione musicale, verranno poi esplicitate in un’algebra di operatori quali «prima» o «dopo», che agiscono come operatori di traslazione, in quelle che il compositore chiama «strutture nel tempo».
I computer generano successioni di numeri pseudo-casuali. La composizione informatizzata implica dunque una corrispondenza biunivoca tra le caratteristiche fisiche dei suoni e l’insieme dei numeri reali, così che i suoni diventino manipolabili simbolicamente, proprio come i numeri cui sono associati. In quest’ottica, Xenakis si dedica alla formalizzazione della nozione di scala musicale muovendo da una filosofia musicale di ispirazione decisamente pitagorica.